Il convegno Sentieri di Pace: responsabilità ed etica degli scienziati per il disarmo si inserisce nell’ambito di un progetto di Terza Missione dell’Università di Roma La Sapienza e intende ricostruire, attraverso i documenti d’archivio della Sapienza, i percorsi di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per il disarmo e per difendere i principi di universalità, indipendenza e libertà della ricerca scientifica. Figure che hanno cercato di sottrarre la ricerca ai vincoli della politica militare e dell’industria bellica, orientando le nuove conoscenze verso un uso pacifico e responsabile. Oggi, in un panorama che ci avvicina sempre più a scenari di guerra mondiale, segnato da molteplici tensioni geopolitiche e da un forte incremento della spesa militare, il tema assume una rinnovata urgenza. Il finanziamento alla ricerca scientifica è sempre più spesso intrecciato a quello dell’industria militare, anche attraverso le ambiguità del cosiddetto “dual use”, e solo la costruzione di un’etica condivisa della comunità scientifica può dare un contributo ad un processo di pace su scala mondiale.
Attraverso interventi storici, scientifici ed economici, proiezioni di documentari, una mostra e uno spettacolo teatrale, il programma ripercorre le esperienze di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per la pace, il disarmo e la cooperazione internazionale. Al centro del dibattito vi sono figure emblematiche come Edoardo Amaldi, il movimento Pugwash, e iniziative contemporanee quali SESAME in Medio Oriente e la scuola internazionale ISODARCO, insieme a una riflessione critica sulle nuove forme di militarizzazione della ricerca, dall’intelligenza artificiale al complesso militare-digitale.
Ripercorrere le memorie e le testimonianze di questi scienziati attraverso i documenti d’archivio significa interrogarsi sul ruolo etico della comunità scientifica e individuare possibili “sentieri di pace” per il futuro, non solo come ricercatori e ricercatrici, ma come cittadini e cittadine del mondo.